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22 luglio 2009

Belén, la Sanità italiana, e le interviste del Corriere


Recentemente ho preso atto che una certa linea compare anche sul Corriere della Sera, e specialmente quello online.
Non hanno commenti né richiesta di precisazioni queste dichiarazioni di Belén Rodriguez, la supermodella nota per la sua storia con Fabrizio Corona. Giunta in Italia nel 2005.

Corriere della Sera, oggi 22 luglio, da intervista rilasciata a Oksalute:

Belen: io, clandestina, per tre anni ho provato sulla mia pelle l'intolleranza.
..........
Era come se fossi un fantasma. Addirittura una volta sono andata in un pronto soccorso di Milano, per un mal di denti terribile. Mi hanno detto che non potevano aiutarmi perché non avevo la tessera sanitaria. In sostanza, non mi hanno curata perché ero clandestina.
..........

Qui a seguito invece riporto uno stralcio dal il Giornale del marzo 2009.
Tra poco, se continua così, dovremo ricorrere al ciclostile, da cospiratori, per poter diffondere notizie vere.

Per coprire le spese degli irregolari nel 2007 ha stanziato 31 milioni di euro. Questi fondi sono stati distribuiti sulla base del numero degli irregolari presenti sul territorio stimati dalla Caritas. Fondi pubblici ripartiti sulla base della stima di un’associazione, pur importante. Se poi guardiamo i costi, ci accorgiamo che ogni Regione spende molto di più di quanto gli arriva dallo Stato. Al Piemonte, per esempio, viene erogato un contributo di oltre 3 milioni di euro, mentre solo per le gravidanze delle clandestine la Regione spende oltre 4 milioni. Tutte le Regioni sono in profondo rosso in fatto di sanità-fantasma. E il ministero dell’Interno tampona le falle come può, erogando fondi alle Asl che ne fanno richiesta.
Insomma, i conti elaborati su base nazionale sono prudenziali, anzi, sottostimati.
Uno spaccato più affidabile lo offre Milano. Secondo la Direzione generale della Asl, il costo delle prestazioni sanitarie erogate per gli irregolari è di 14,5 milioni di euro per i 37 mila clandestini presenti in città. Nel pronto soccorso dei grandi ospedali si arriva a 23 mila casi assistiti all’anno, con un’incidenza di 628 ogni mille irregolari. In pratica, questi pazienti si presentano in ospedale anche per patologie semplici che non possono essere curate dal medico di famiglia. Basti pensare che gli interventi al pronto soccorso dei milanesi sono di gran lunga minori: 549 su 1000 abitanti. Anche i ricoveri sono più frequenti rispetto agli italiani: 51 su mille per i clandestini, 30 su 1000 i milanesi. Le prestazioni ambulatoriali si assestano attorno alle 25 mila annue.




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21 luglio 2009

Grillo e la grande truffa del web


Si parla molto di democrazia sul web, o addirittura di web espressione di democrazia.
Non è molto facile far capire quanto vero sia il contrario a chi il web lo frequenta poco, o comunque non lo pratica abitualmente.
Falsi conteggi di rate, defacciamento di siti, bannaggio (impedimento) a commenti sgraditi.

E in questo settore la protervia del Grillo dimostra di non avere eguali.

Espresso Sondaggi:
PD, una poltrona per 5

Sondaggio aperto alle 00:00 del 13-07-2009

Il giornale dichiara la non scientificità del sondaggio riguardo alla casualità del campione, quello che però non dichiara è che con un accorgimento semplicissimo si può votare a ripetizione.
Questa notte, a fronte di qualche centinaio di voti dei candidati in corsa, e due ridicole punte di Bersani e Marino a 3mila, Grillo era in testa per 65mila e rotti voti.
I suoi voti si incrementavano al ritmo di 2 al minuto con precisione cronometrica:
ore 0:32, 65643 voti
ore 1:32, 65763 voti
Dopo la 1:30 (un po' di ritegno, perbacco) i voti si stabilizzano bruscamente a 1 ogni due minuti.
Stamane, sono le 11:45, Grillo ne ha raccolti 66.484, e il numero, da qualche ora, ha ripreso a crescere esponenzialmente.
Provocazione?
Fate voi, c'è però chi ci crede, un'interlocutore ieri mi diceva:
- Ma no, non è possibile che siano falsi, se provo a votare due volte mi esce che ho già votato.

Beata ingenuità.
Intendiamoci, io non temo Grillo e i suoi metodi da pirata.
Chi di spada ferisce...se nel PD si azzuffano buon per loro.
Aspetto solo che
che qualcuno lo dichiari schiavo di Berlusconi e siamo al top.

 Istantanea da L'espresso

Update del pomeriggio (17:12) :
lol, certo che la faccenda diventa ben strana, dopo la pubblicazione di questo post, in tarda mattinata, e il suo rimbalzo su Tocqueville, il buon Adinolfi pare essere esploso, fa testo la foto qui sopra, caricata sul post appena ultimato, e scattata alle 11:45 c.a


Blogger jo il 21/7/09 3:02 PM
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Anonymous Axoloth il 27/8/09 2:28 AM
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20 luglio 2009

Pro memoria


La riapertura delle indagini sulle stragi di Capaci e Via D'Amelio, in cui Falcone e Borsellino furono assassinati, è un atto apprezzabile che pare destinato a fare chiarezza, ma io sono anche preoccupato rispetto a chi mira all'abolizione delle verità che lo disturbano, perchè è intento a riscrivere la storia.
Per prudenza, visto che non sarebbe la prima volta che qualcosa sparisca addirittura da wikipedia, mi prendo appunto del brano seguente.
Non contiene segreti, ma solo vicende evidenti agli occhi di tutti, e tali voglio che rimangano.


L'ultima battaglia (di Falcone)

In questo periodo, che va dal 1991 alla sua morte, Falcone fu molto attivo, cercando in ogni modo di rendere più incisiva l'azione della magistratura contro il crimine. Tuttavia, la vicinanza di Giovanni Falcone al socialista Claudio Martelli costò al magistrato siciliano violenti attacchi da parte del PCI/PDS, di Leoluca Orlando e di parte della stampa.
....
Falcone in realtà profuse tutta la propria professionalità nel preparare leggi che il Parlamento avrebbe successivamente approvato, ed in particolare sulla procura nazionale antimafia. Mentre si discuteva di quest'ultima presso la Camera dei Deputati, un esponente del gruppo degli indipendenti di sinistra presentò addirittura un emendamento ad hoc per escludere Falcone da una simile carica, votato dal gruppo del PCI/PDS.
....
Il 15 ottobre 1991 Giovanni Falcone è costretto a difendersi davanti al CSM in seguito all'esposto presentato il mese prima (l'11 settembre) da Leoluca Orlando. L'esposto contro Falcone era il punto di arrivo della serie di accuse mosse da Orlando al magistrato palermitano, il quale ribatté ancora alle accuse definendole «eresie, insinuazioni» e «un modo di far politica attraverso il sistema giudiziario». Sempre davanti al CSM Falcone, commentando il clima di sospetto creatosi a Palermo, affermò che «non si può investire nella cultura del sospetto tutto e tutti. La cultura del sospetto non è l’anticamera della verità, è l’anticamera del khomeinismo».
....
Il ruolo di "Superprocuratore" a cui stava lavorando avrebbe consentito di realizzare un potere di contrasto alle organizzazioni mafiose sin lì impensabile. Ma ancor prima che egli vi venisse formalmente indicato, si riaprirono ennesime polemiche sul timore di una riduzione dell'autonomia della Magistratura ed una subordinazione della stessa al potere politico. Esse sfociarono per lo più in uno sciopero dell'Associazione Nazionale Magistrati e nella decisione del Consiglio Superiore della Magistratura che per la carica gli oppose inizialmente Agostino Cordova.



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14 luglio 2009

14 Luglio, ho il dovere di postare.


Oggi non ho avuto tempo per postare, ma ci tenevo a fare a tempo a dire la mia sugli "imbavagliati".
Come sempre, però, mi può piacere o dispiacere, se sento un obbligo mi riduco agli ultimi 5 minuti. Comunque è stato facilissimo,
mi è bastato accendere la TV, e scattare una foto al
solito onnipresente logorroico imbavagliato di turno.



Updated:
Non sapevo, iniziando questo post, che dopo il monologo di Travaglio, a GAP, sempre su Rai Tre, sarebbe stata la volta di Franco Piperno. L'idea di GAP è di porre un ospite noto a confronto con dei ragazzi, e per lo scafato professore della Sapienza, ex latitante e ispiratore di azioni terroristiche, non è stato solo un monologo, ma qualcosa di più.
La curiosità, l'emozione della platea di fronte a un "pezzo di storia" è comprensibile, e le domande diventano pretesto per una lezione di vita e filosofia a tuttocampo: il '68, la contestazione, la lotta armata.

Piperno è noto per la sua idea di relatività della morale, e al termine non perde occasione per ribadirlo "Non c'è movimento trasformativo che possa fare a meno della violenza."
Un flebile sussulto tra i ragazzi "Ma Gandhi...".

Il professore, togliendosi nuovamente la pipa di bocca, ha già la risposta: "Per l'India Gandhi è stato un disastro".
Siamo al termine, la conduttrice fa capolino per ringraziare il "grintoso" ospite. Applauso.



Blogger jo il 15/7/09 10:52 AM
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12 luglio 2009

Gli scemi del Villaggio (Globale)




E becchiamoci anche queste.
Lezioni di democrazia dall'Iran che ci accusa di usare la forza nelle manifestazioni, e lezioni di stile e morale dal paese che gioca a bandiera con le corna dei tori.
D'Alema voleva che l'Italia tornasse ad essere un paese normale, ma è una cosa difficile, io temo che gli scemi del villaggio globale abitino tutti qui.


Blogger jo il 13/7/09 3:58 PM
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Le balle di Maria Novella Oppo


Chi è costei?
Cura una rubrìca fissa sull'Unità.
Io me la leggo, che ci posso fare, è un po' come fare gli esercizi spirituali, da cui si esce rafforzati. E stasera mi sono fatto proprio una bella iniezione di fiducia.
Ecco qua, son poche righe, val la pena di riportarle tutte, anche perchè, tagliando ad arte, non si sa mai, si potrebbe cambiare il senso di ciò che vien detto.


Il mondo in pugno
Francamente, del G8 non se ne può più, sia in quanto causa di tanto spiegamento mediatico, che in quanto effetto di tanto Silvio. E non crediamo affatto che l’esproprio della Maddalena e l’ambientazione del summit sullo sfondo di una città distrutta abbia portato vantaggio a qualcuno, se non all’utilizzatore finale Berlusconi. Il cui vero animo, benché controllato e represso per tutto il tempo, alla fine si è rivelato in tutta la sua virulenza e avidità. Durante la conferenza stampa finale, infatti, per giustificare la sua assidua (pure troppo) presenza all’Aquila in vista della ricostruzione, gli è scappato di dire: ‘Si sa, l’occhio del padrone ingrassa il cavallo’. E naturalmente, il cavallo sono i terremotati, mentre il padrone è lui. Padrone dell’Aquila, degli Abruzzi, dell’ Italia e della Terra intera. Restano, è vero, le altre galassie, ma Silvio ci sta lavorando. Del resto, chi ha armi di distrazione di massa come Minzolini (e Giorgino!), può dare l’assalto al cielo.

Vediamo un po' il "gli è scappato di dire"
‘Si sa, l’occhio del padrone ingrassa il cavallo’.
Berlusconi non stava giustificando un bel niente, sottolineava che in agosto sarebbe stato presente SUI CANTIERI de L'Aquila per tener d'occhio l'andamento dei lavori.
Sarà che questo è anche parte della mia professione, sarà che Berlusconi ha iniziato le sue attività giusto costruendo case, e anche molto bene e in modo innovativo per l'epoca, fatto è che credo di aver capito il senso di questa sua affermazione.
Ma facciamo pure che no, che fosse solo una battuta pubblicitaria.
Ma chi autorizza questa tipa a cambiare il senso di tutto il discorso?
La causa, la "giusta causa".
Ed è sicuramente in buona fede, la tipa, nel pensare che il suo convincimento nella "giusta causa" la autorizzi a riscrivere la cronaca.
Ma è esattamente qui, che sta il problema.
E si scandalizzano se li si chiama ancora "i soliti comunisti".



Anonymous IsaFelina il 12/7/09 1:02 PM
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Blogger jo il 12/7/09 10:42 PM
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10 luglio 2009

Una certa stampa in UK


Il 3 luglio scorso pubblicai questo post tra l'ironico e l'esemplificativo di certi noti metodi adottati nei nostri confronti dalla stampa britannica.
Lo riproduco qui integralmente per omaggiare di una piccola agevolazione chi avesse la pazienza per volergli dare una scorsa.

Virus killer, sanità UK in ginocchio
Sono per ora tre le morti accertate con sicurezza dalle autorità locali, ma il bilancio è destinato a salire fin dalle prossime ore, e il Regno Unito fa i conti con un nuovo virus resistente ai farmaci la cui diffusione è completamente fuori controllo.
Ad affermarlo è stato proprio il ministro della Sanità Andy Burnham, spiegando i motivi della rinuncia alla prevenzione e l'ordine di limitare l'uso degli scarsi e preziosi farmaci alle persone già dichiarate per certo infette.
Chi avesse un congiunto ammalato, o fosse stato a contatto con persone contagiate, per chiedere assistenza e farsi dare ascolto dovrà aspettare di potersi autocertificare ammalato per bene, e nel frattempo pregare, comprarsi le aspirine, e cercare su Google l'elenco dei sintomi.
L'apparato sanitario del Regno getta la spugna perchè non è più in grado di dare risposte adeguate.
I medici rinunceranno a visitare personalmente i loro pazienti, ma avranno la facoltà di autorizzarli a trattamenti del tutto fai da te, sempre a patto che per telefono questi poveri disgraziati avranno saputo convincerli di avere tutti i sintomi giusti.

A due passi da Hide Park, che non è esattamente la giungla tropicale, non è difficile immaginare il caos e lo sconcerto che seguiranno l'applicazione di questo antico tipo di assistenza via radio da campo.
Allarme rosso quindi per chi nelle vacanze volesse muovere alla volta dei paesi del Vallo di Adriano.
Un Hazon e un telefono sempre carico in tasca, un bel ripasso all'idioma locale, e soprattutto tanta, ma tanta fortuna.


PS: le notizie sono assolutamente vere, lo stile invece è quello che dal periodo preelettorale la famosa "stampa estera amica degli amici" riserva al nostro paese; Timesonline, giusto per fare un nome.

Ma veniamo a oggi, perché ora la faccenda in UK ha preso una nuova preoccupante piega.
Dal Corriere:

Febbre suina:
in Gran Bretagna il primo decesso di paziente sano

10 Luglio 2009 21:13
LONDRA - Finora i decessi in Gran Bretagna per la nuova influenza avevano riguardato tutti pazienti malati. Adesso, pero', si registra la prima vittima che non presentava nessuna patologia annessa al virus A/H1N1e gia' esistente. Il caso si e' verificato al Basildon and Thurrock University Hospitals Trust nell'Essex, nell'Inghilterra orientale.

E mi chiedo, questa volta del tutto seriamente.
COME LA METTIAMO ADESSO CON CERTE METODICHE?
Io scherzavo calcando la mano, ma purtroppo ORA c'è poco da scherzare.
E c'è gente che dovrebbe, non vergognarsi, perchè oggi chiederlo è fin troppo di moda, ma SPROFONDARSI, per come parla di noi.



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Divagazione sul PD


Di certo i buoni consigli sono la cosa peggiore, soprattutto da chi come me, con un mare di cose da fare, perde tempo (forse), su un blog, però mi chiedo come si faccia a neanche sfiorare le soluzioni più convincenti.
Oddio c'è da dire che credo che il mio modo di ragionare sia l'esatto contrario di quello dei Signori del Pd ...

Cacciari da 'il Foglio'



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L'Aquila, la voce della protesta




Trascritto alla lettera dall'intervista al Corriere:

- Qui a L'Aquila nonostante forse è stato il terremoto più devastante che ha colpito gli ultimi secoli in Italia, abbiamo ricevuto il peggior trattamento possibile.


Update da La Repubblica ore 10:30
La paura è quella di un assalto nel piccolo borgo di Bazzano, un attacco al primo grande cantiere della nuova città dopo il terremoto. E' lì, fra gli scavi sotto la collina e le piattaforme di cemento sospese sui pilastri antisimici, che un "gesto simbolico" dei No Global potrebbe trasformarsi in uno scontro. La paura corre con le ansie trasportate nelle ultime ore all'Aquila, voci su Black Bloc approdati a piccoli gruppi e in ordine sparso nelle campagne intorno alle tendopoli. Il loro obiettivo - approfittando di un'incursione soltanto "dimostrativa" nel cantiere - sarebbe proprio quello: colpire una delle 20 new town promesse per il prossimo autunno da Berlusconi ai terremotati.
NDR : I vigilantes della Mission Group, la società di sicurezza che opera per le imprese che stanno costruendo una delle new town del dopo terremoto, contano sul presidio delle forze dell'ordine, che nelle prossime ore dovrebbe essere esteso a tutta la zona.



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9 luglio 2009

I corollari del G8




Incontro Obama - Gheddafi.
E questa foto di oggi è da dedicare ai parolai del dialogo, buono solo se son loro a condurlo, pessimo esercizio di democrazia se lo costruiscono gli altri.

Come sempre, alle iniziative di Berlusconi era stato risposto col solito veleno stampato.
Inutile, non si rassegnano a doversi contrapporre a un leader che li surclassa nell'intelligenza politica e nella capacità di rimodellamento dei ruoli.



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I pifferi di montagna andarono per suonare e furono suonati


Berlusconi al termine dell'odierna Conferenza stampa a L'Aquila:

Cronista de La Repubblica :
Un'ultima domanda, Presidente, Lei ha spesso accusato Repubblica e il gruppo de l'Espresso che io rappresento...


Berlusconi :
- La interrompo subito, questo non è argomento che riguardi il G8.


Cronista de La Repubblica :
No, no, lo riguarda... ascolti. Lei ha spesso accusato il nostro gruppo di aver voluto rovinare l'immagine internazionale dell'Italia (sorrisino). Ma alla luce di queste giornate Lei pensa che l'immagine d'Italia sia stata davvero rovinata? (il sorrisino diventa sogghigno)


Berlusconi :
- Non avete raggiunto il risultato che volevate. Auguri.


Un cenno di saluto a tutti, Berlusconi scende dal podio e se ne va.


Blogger jo il 9/7/09 10:56 PM
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Una figuraccia terrificante che passa alla Storia.


Ai piedi dei gradini del palco per le foto di gruppo, a dir la verità ripartiti in modo da risultare un po' troppo alti (Bertolaso le norme!!!), Berlusconi aveva appena aiutato la Signora Merkel, dandole cavallerescamente la mano.
Ma poi che combina?
Pretende di fare lo stesso con l'atletico Obama, che però è già intento a non far passi più lunghi della gamba (e senza metafora!).

Ma il glorioso giornale di Gramsci è all'erta, l'evento principale del G8 è consegnato alla Storia!



Blogger jo il 9/7/09 3:07 PM
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Anonymous Simone82 il 9/7/09 3:10 PM
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Blogger jo il 9/7/09 11:11 PM
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Il boomerang del G8 (andiamo malino)


Non ho resistito, questo articolo de l'Unità è talmente prolisso e involuto, e così sbrodolato e ridondante di aggettivi inutili, che non ho resistito alla voglia di rivederlo.
Anche perchè, francamente, sotto il profilo politico non riuscivo neanche a prenderlo in considerazione. Però son sicuro che chi l'ha fatto sia capace di scrivere, ma a condizione di non dover per forza riempire di fumo un paio di cartelle.

Il boomerang del G8
Sta accadendo tutto assieme, con una precisa dinamica, che solo la nebulosità di parte della stampa italiana non riesce a
(non) vedere. Quello che si ripete da quasi un mese, che (:) siamo vicini a una scossa che creerà un problema istituzionale e serie difficoltà al premier Silvio Berlusconi, è del tutto evidente. E non si tratta dell'ennesima intervista, all'ennesima ragazza barese e zone limitrofe, che ci tocca leggere quasi ogni giorno. E neppure le dieci domande al premier che servono assai a poco.
Procediamo, con ordine, e a ritroso. Intanto: la questione morale è importante nella caduta libera di Berlusconi, ma non è determinante. I vescovi hanno attaccato indirettamente il premier, il mondo cattolico è in parte disgustato, ma tutto questo non basta(no) ancora a metterlo in difficoltà. Se poi usciranno dettagli e fatti ancora più imbarazzanti sarà tutta un'altra storia. Leggere la caduta libera di Berlusconi associandola alle storie di villa Certosa e di Casoria, è un errore. La crisi di Berlusconi è una crisi di sistema infinitamente più grave. Sta innanzi tutto nella capacità che ha avuto di trasformare un paese(,) con un ruolo internazionale autorevole, in un paese (uno stato) privo di peso, e incapace di svolgere il suo ruolo internazionale in un modo serio e rigoroso.
Quello che ha scritto il "Guardian" sul G8, smentito da Frattini, è sicuramente vero nella sostanza, indipendentemente dal fatto che gli (senza bisogno di guardare agli) sherpa si siano riuniti per il G8 o per il G20. Mancanza di progettualità, totale improvvisazione, e un'agenda poverissima (senza idee) fa(nno) riflettere sul fatto che siamo (di essere) nel G8 senza meritarlo affatto. (, e deprivati del) Senza avere più il know how sufficiente. Questo è una cosa chiara a tutti. E Non è un (a) caso che qualcuno, leggi in primis Obama, (pensa al) voglia sostituirci con la Spagna (per sostituirci), Forse nessuno lo ha ancora detto ufficialmente ma il nostro ministro degli Esteri non può non sapere che negli ambienti della diplomazia internazionale se ne parla, e ormai da qualche mese.
Ieri Obama e Medvedev hanno siglato un accordo storico. Costretti a farlo a Mosca, per evitare l'invadenza fuori luogo di Silvio Berlusconi. La visita negli Stati Uniti di ('appuntamento con) Berlusconi è (era) stato poco meno di un tè frettoloso, e privo di qualsiasi importanza. In compenso importante (fu invece) era invece la visita, sconcertante per gli osservatori internazionali e italiani, del colonnello Gheddafi. E soprattutto fortemente imbarazzante (sarà) la quantità di affari che Gheddafi farà con l'Italia. In primis con Finmeccanica, che ha un (il cui) ruolo strategico e militare (è) noto a tutti.
Ora, una cosa è chiara. L'amministrazione Obama, non considera Berlusconi un amico, e () tantomeno un partner affidabile. Esattamente l'opposto di quanto faceva (accadeva con) Bush. Ma soprattutto gli altri (I) membri del G8 considerano l'Italia un paese che non ha più i numeri, quelli veri, quelli economici, oltre a quelli culturali, per stare tra i paesi che nel mondo contano davvero. Su questo tessuto politico, economico e culturale si innesta tutto l'armamentario delle feste, delle fotografie, della rivalità con Murdoch, che ovviamente non può che augurarsi la caduta di Berlusconi. Se Berlusconi non fosse responsabile diretto della decadenza e del ridicolo in cui è scivolato il nostro paese, probabilmente le sue feste con "Meno male che Silvio c'è", rimarrebbero qualcosa di sgradevole e poco più. Il(, ma il) punto è che Villa Certosa, feste e compleanni di minorenni, sono il corollario di un modo di muoversi (apparire) sullo scenario internazionale che lascia fortemente perplessi.
Così questo G8 di Coppito rischia di diventare un boomerang per il governo come non ce ne erano mai stati (mai visto). E non perché potranno uscire (per nuove) fotografie di paparazzi, ma (perché) sarà palese tutta la nostra inconsistenza. Se così sarà, come è probabile che sia, i conti si faranno presto.

Ecco, così forse ci si addormenta di meno.

Sta accadendo tutto assieme, con una dinamica che solo la nebulosità di parte della stampa italiana riesce a non vedere. Siamo vicini a una scossa che creerà un problema istituzionale al premier Silvio Berlusconi. E non si tratta dell'intervista all'ennesima ragazza barese che ci tocca leggere quasi ogni giorno. La questione morale è importante nella caduta libera di Berlusconi, ma non è determinante. I vescovi, il mondo cattolico disgustato, non bastano ancora a metterlo in difficoltà. Leggere la caduta libera di Berlusconi associandola alle storie di villa Certosa è un errore. La crisi di Berlusconi è una crisi di sistema. Sta innanzi tutto nella capacità che ha avuto di trasformare un paese, con un ruolo internazionale autorevole, in uno stato incapace di svolgere il suo ruolo internazionale.
Quello che ha scritto il "Guardian" sul G8, smentito da Frattini, è vero nella sostanza senza bisogno di guardare agli sherpa. Mancanza di progettualità, improvvisazione, e un'agenda senza idee, fanno riflettere sul fatto di essere nel G8 senza meritarlo, e deprivati del know how sufficiente. Non a caso qualcuno, in primis Obama, pensa alla Spagna per sostituirci, e il nostro ministro degli Esteri non può non sapere che la diplomazia internazionale ne parla da qualche mese.
Ieri Obama e Medvedev hanno siglato un accordo storico, a Mosca, per evitare l'invadenza fuori luogo di Silvio. L'appuntamento con Berlusconi era stato poco meno di un tè frettoloso In compenso fu invece importante la visita, sconcertante, del colonnello Gheddafi. E imbarazzante sarà la quantità di affari che Gheddafi farà con l'Italia. In primis con Finmeccanica, il cui ruolo strategico e militare è noto.
Obama non considera Berlusconi un amico, tantomeno un partner affidabile. Esattamente l'opposto di quanto accadeva con Bush. I membri del G8 considerano l'Italia un paese che non ha più i numeri, economici, culturali, per stare tra i paesi che contano davvero. Su questo tessuto politico, economico e culturale si innesta l'armamentario delle feste, delle fotografie, della rivalità con Murdoch. Se Berlusconi non fosse responsabile del ridicolo in cui è scivolato il nostro paese, le sue feste con "Meno male che Silvio c'è" rimarrebbero qualcosa di sgradevole e poco più, ma il punto è che Villa Certosa, feste e compleanni, sono il corollario di un apparire sullo scenario internazionale che lascia perplessi. Così questo G8 rischia di diventare un boomerang mai visto. E non per nuove fotografie di paparazzi, ma perché sarà palese tutta la nostra inconsistenza. Se così sarà, è probabile che i conti si faranno presto.

Certo, a proposito di conti, abbiamo già cominciato a farli...




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8 luglio 2009

I sogni (di Concita) muoiono all'alba


I sogni (di Concita) muoiono all'alba



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al NY Times del lasciate fare a noi


E la Cina lascia il G8.
Hu Jintao ha problemi di politica interna e diplomaticamente lascia la presa.
Inutile ricordare le "frecciatine" della stampa di ieri sulla Cina.
Io ricordo solo un titolo significativo "E ora la Cina fa meno paura".
Si fa molto presto a passare da protagonisti a interlocutori (di minoranza), le bombe di carta (e quelle digitali), fanno molto più male di quelle vere.
Il problema è imparare a schivarle.
Le bombe di Bush facevano male, a lui soprattutto.
Ma neanche i droni intelligenti supertecnologici che centrano un centinaio di estranei per volta riescono a non far male, solo perchè hanno testate invisibili.
Testate di stampa intendo, mica quelle di polvere pirica.
Se l'occhio non vede il cuore non duole.
E noi sciocchini coi nostri soldati sparpagliati per tutte le guerre del mondo che si fanno vedere a sparare fin su YouTube.
E noi a difendergli il vigneto di Vicenza.
Ci si spacca la schiena nei vigneti.
Il vino costa signori, e se vi schifa scendere in cantina a vedere a che punto è la fermentazione, statevene in villa, e mandateci un drone, a controllare.
Ma che sia un drone intelligente per davvero.
Anzi, facciamo così, mandatecene uno della nuova generazione, fatto coi cartoons.
Così chi ha da lavorare sul serio ha modo di scegliere se tenere accesa o spenta la TV.



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7 luglio 2009

Novità: i pasticci di Prodi li scontiamo noi


Ebbene si, l'Italia è in mora, non ha versato come promesso gli aiuti all'Africa.
E non c'è scusa, gli impegni presi si devono mantenere, anche se in quest'ultimo anno siamo al disastro totale, concetto condiviso, ma ancor più sostenuto ad oltranza proprio dalla sinistra.
Disastro o grave crisi, terremoti e pulizie di intere regioni del sud infestate da monnezza non solo figurata, noi gli impegni li avremmo dovuti rispettare, non ci sono scuse, anche se guarda caso sarebbe stato molto meglio averlo fatto quando ce n'era la possibilità.
E i coglioni, signor Presidente del Consiglio, questa volta siamo noi, non loro.
Perchè l'esimio professor Prodi, che su questa faccenda degli aiuti ci ha marciato fin dal lontano 2006, nonostante il suo tanto decantato tesoretto, avremmo semplicemente dovuto pigliarlo a calci nel didietro.
Ma proprio fisicamente, dico davvero, uno sulla chiappa destra e uno su quella sinistra, fino ad arrossargli il sederino flaccido da professore attaccato allo scranno, con la Montalcina adorante al seguito.
Siamo effettivamente dei grandi, grandissimi, coglioni.


Prodi firma l’assegno per l’Africa
ilsole24ore.com (07/06/07)

L'Italia verserà a breve, con il prossimo bilancio di assestamento previsto per l'inizio di luglio, 260 milioni di euro al Fondo globale per la lotta all'Aids, alla tubercolosi e alla malaria. Lo ha annunciato ieri il presidente del Consiglio, Romano Prodi, che, nell'ambito degli incontri del G-8, ha incontrato Bob Geldof e Bono Vox, le due rockstar impegnate negli aiuti ai Paesi poveri, che nei giorni scorsi avevano criticato l'Italia per non aver ancora versato i 280 milioni promessi (130 nel 2006 e altrettanti nel 2007, mentre i 20 residui del 2005 li verserà la Cooperazione)
......................................
Prodi, fa sapere il suo staff, «ha sottolineato come il primo obiettivo del Governo sia quello di onorare gli impegni assunti al G-8 di Gleneagles che prevedono di destinare agli aiuti pubblici allo sviluppo lo 0,5% del Pil entro il 2010». Al termine Bono ha detto che «dopo l'incontro di oggi posso dire che l'Italia si sta muovendo. Prodi ci ha detto che manterrà le promesse e questa volta la nostra sensazione è che le manterrà (pia illusione!! N.D.R.)».

A fine anno 2007 le cose non erano ovviamente cambiate, se non per l'aggravarsi della quantità di panzane raccontate da Prodi:


Corriere della sera
28 dicembre 2007

Il leader degli u2 «L'Italia imbroglia sugli aiuti all'Africa»

La denuncia di Bono: «Promesse non mantenute, come la Francia. Solo la Germania ha rispettato gli impegni»
BERLINO - L'Italia e la Francia non hanno mantenuto nessuna delle loro promesse sugli aiuti umanitari per l'Africa. A formulare questo durissimo giudizio, in un'intervista rilasciata al quotidiano tedesco 'Sueddeutsche Zeitung', è il cantante Bono, secondo il quale solo il cancelliere Angela Merkel ha tenuto fede agli impegni presi nel corso dell'ultimo vertice del G8 ad Heiligendamm.


Blogger jo il 8/7/09 9:22 PM
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Anonymous Anonimo il 8/7/09 9:38 PM
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Blogger jo il 8/7/09 10:21 PM
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Anonymous Anonimo il 8/7/09 10:23 PM
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6 luglio 2009

Piccola testimonianza


Questa sinistra isterica fermi la caccia al premier
6 luglio 2009 Il Giornale
scritto da Gianpaolo Pansa

A sinistra troppa gente sta diventando isterica? Comincio a pensarlo dopo una serie di indizi che, insieme, fanno una prova. Mercoledì 1° luglio Il Giornale ha pubblicato due lettere inviate al direttore, Mario Giordano. Erano firmate o siglate, venivano entrambe da Milano e raccontavano le disavventure di due lettori del suo quotidiano. Vediamo la prima. Il venerdì 26 giugno un signore sale sull’Eurostar Roma-Milano, si siede al posto assegnato e comincia a leggere Il Giornale. Passano pochi minuti e viene insolentito da un altro passeggero. Costui ringhia: «Odio quelli che leggono Il Giornale!». Dopo qualche altro minuto, l’odiatore esclama: «Non posso sopportare la vista dei fascisti!». E si alza, cambiando posto nella carrozza. Nessuno reagisce. Nessuno sembra aver sentito nulla.
La seconda è del 23 giugno. Milano, filobus della linea 90-91 nel tratto fra piazzale Lodi e piazza Tripoli, ore 13. Un passeggero è seduto e ha in mano Il Giornale. Ma anche per lui la lettura si rivela un’impresa. Una donna sui trent’anni gli dice: «Lei mi fa venire il voltastomaco. È privo di senso critico». Poi aggiunge, urlando: «Lei ragiona come il suo capo, il Berlusconi». Il lettore del Giornale le replica che ciascuno sceglie il quotidiano che crede. Ma la donna non si quieta. Le dà manforte un giovanotto sui trent’anni. Poi la coppia scende dal filobus gridando: «Sei un servo di Berlusconi. E fai davvero schifo!».
La risposta di Giordano è intelligente e pacata. Si limita a dire che a nessuno dei suoi lettori verrebbe in mente di insultare chi legge Repubblica. Poi rivela che gli stanno arrivando molte lettere dello stesso tenore. Infine conclude con una verità: «Il centrodestra è maggioranza nel Paese. Purtroppo però è una minoranza culturale». Risposta tranquilla e, dunque, buona. Confesso che al suo posto sarei stato ben più duro.
Il lettore aggredito sul filobus ricorda che negli anni Settanta, a Milano, acquistare Il Giornale, allora diretto da Indro Montanelli, poteva essere pericoloso: «Si rischiavano le bastonate. Di solito si comprava anche un altro quotidiano che serviva a nascondere il primo». Succedeva davvero così. In quel tempo lavoravo al Corriere della Sera. L’aria di Milano era orrenda. La sinistra menava e qualche volta sparava. Indro era ritenuto un fascista, come i suoi lettori. E infatti venne gambizzato dalle Brigate rosse.
[continua su il legno storto]

Figuriamoci il sottoscritto che frequentava Architettura al Politecnico di Milano. Il Giornale, ma non solo, anche il Corriere, bisognava nasconderli in borsa, per entrare in Università.
E si entrava solo dopo aver versato l'obolo agli scagnozzi di soccorso rosso, della signora franca rame, quattrini che servivano a sosteneva i brigatisti "in esilio all'estero". Oddio, ad essere sinceri, si era anche liberi di rifiutare, al momento non sarebbe successo niente, ma si entrava nelle liste speciali.
Io, come ora, non facevo politica attiva, ma non ho mai nascosto le mie idee, vicine all'edera.
Fu allora che presi un'abitudine che ancora non riesco a perdere. Scendere dalla macchina chiudendo a mano, con la chiave, e usare quel momento per buttare uno sguardo distratto su tutta la via.



Blogger jo il 7/7/09 12:00 AM
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Blogger jo il 7/7/09 12:10 AM
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Blogger Luisa il 7/7/09 12:11 AM
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Blogger jo il 7/7/09 12:22 AM
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Blogstory, a pesca di scemenze


Con Mozilla che stenta a farsi largo nella rete php con migliaia di inutili widget e plugin ingorgati tra i giga delle pagine di archivio, tra le schede strozzate dal mare di spazzatura su cui sto googlando, riesco finalmente a catturare un copiaincolla dal passato. E' come sentire una radiolondra miagolante caricata sulla macchina del tempo. Qui, o cambio il pc, o mi decido a smetterla di andare a pesca di scemenze.
Il record dell'anno, come succede spesso, sulla pagina non esiste, è già tanto sapere che era il 28 aprile.
Era comunque il 28 aprile del 2008, un secolo fa.

69 secco sulla ruota di Napoli

- Roma, 28 apr - ''Dal 5 luglio non ci sara' piu' posto per i rifiuti se non partiranno nuovi impianti. L'unica speranza per evitare la catastrofe e' costruire nuove strutture. Presto arrivera' il grande caldo e la 'monnezza' diventera' emergenza sanitaria col rischio di infezioni''. Sono le previsione del quotidiano ''La Repubblica'' che all'emergenza rifiuti in Campania oggi dedica un intero 'dossier'. ''Il commissario Gianni De Gennaro - scrive - ha fatto due conti e ha concluso che 'dal 5 luglio le potenzialita' di smaltimento delle 7.200 tonnellate prodotte giornalmente in Campania saranno inadeguate rispetto al fabbisogno'''. ''Da oggi al 5 luglio - prosegue il giornale - mancano 69 giorni. Soltanto 69 giorni per evitare una nuova crisi urbana che potrebbe non risparmiare a Napoli e alla Campania patologie infettive degne di altri secoli. 69 giorni sono un tempo troppo ridotto per eliminare un sistema che, dall'emergenza, ricava profitti, finanziamenti, occupazione, utili politici. E intorno a questi interessi che presto il neo-presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si scontrera' con il presidente delle Regione Antonio Bassolino''. ''Tra 69 giorni, l'immondizia seppellira' di nuovo le strade dell'area metropolitana tra Napoli e Caserta, i duecento comuni del territorio gia' piu' inquinato d'Europa.

I numeri non lasciano spazio alla fiducia in un miracolo.

Il 5 luglio saranno sature le discariche e i 'siti provvisori' che fino ad oggi hanno consentito di ospitare, piu' o meno, 700 mila tonnellate di immondizia spazzate via dalle strade. Come saranno in via di esaurimento (a fine luglio) i contratti che hanno permesso di spedire in Germania (piu' o meno) 200 mila tonnellate di rifiuti. Non e' il fantasma di una crisi prossima ventura.

E' l'annuncio concretissimo di un'altra crisi, peggiore dell'ultima

perche' potrebbe consumarsi a temperature che oscillano tra i 32 e i 36 gradi''.

NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE.....
E POI DI CHE CI SI PREOCCUPA,SIAMO IN ATTESA CHE BOSSI COSTRUISCA UNA GRANDE MURAGLIA.
DOPO GOMORRA E DOPO I RIFIUTI SI FA ANCORA FINTA DI NON SAPERE...

W L'ITALIA.
W NAPOLI.
W GLI ITALIANI E I NAPOLETANI!

MARIA




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5 luglio 2009

Tecniche di guerriglia


Tecniche di guerriglia

Perchè Fede sia sempre nel mirino non è difficile da immaginare.
Anche oggi, l'unico TG che abbia osato mostrare distintamente l'assetto da guerriglia dei noglobal a Vicenza è stato il TG4.
In TUTTI gli altri telegiornali solo ambigue immagini di scontri; probabilmente, a seconda dell'appartenenza politica delle testate, per non esasperare le tensioni, o per nascondere deliberatamente il ruolo provocatore dei violenti.
Niente di nuovo, comunque, se ci si ferma ai soliti luoghi comuni.
Fatto è che aprire gli occhi del tutto deve essere molto difficile, se vengono pubblicate senza problema anche scene come quella rappresentata più sotto. E' un fotogramma ripreso da un altro genere di siti. Quelli che sanno di rivolgersi ad "aree protette" della sinistra più avanzata. Qui alcuni noglobal sono impegnati a tagliare le reti della zona militare per (probabilmente) esporre cartelli all'interno. Le facce dei "coraggiosi" sono ovviamente oscurate.

Questa gente sicuramente si sente protetta dall'alto, ma se un militare, rispettando davvero gli ordini, dopo gli avvertimenti sparasse? Chi benedirebbe l'arrivo di un nuovo pesante processo come quello per Genova? Sarebbe davvero ora di capire chi siano i mandanti di questi disgraziati, perchè a guaio fatto la responsabilità verrebbe subito depistata su presunti provocatori infiltrati dell'estrema destra. Peccato che al momento le gesta di questi signori siano celebrate, guarda caso, su siti che con la destra non hanno nulla a che fare.


Blogger jo il 5/7/09 10:13 PM
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3 luglio 2009

Virus killer, sanità UK in ginocchio


Sono per ora tre le morti accertate con sicurezza dalle autorità locali, ma il bilancio è destinato a salire fin dalle prossime ore, e il Regno Unito fa i conti con un nuovo virus resistente ai farmaci la cui diffusione è completamente fuori controllo.
Ad affermarlo è stato proprio il ministro della Sanità Andy Burnham, spiegando i motivi della rinuncia alla prevenzione e l'ordine di limitare l'uso degli scarsi e preziosi farmaci alle persone già dichiarate per certo infette.
Chi avesse un congiunto ammalato, o fosse stato a contatto con persone contagiate, per chiedere assistenza e farsi dare ascolto dovrà aspettare di potersi autocertificare ammalato per bene, e nel frattempo pregare, comprarsi le aspirine, e cercare su Google l'elenco dei sintomi.
L'apparato sanitario del Regno getta la spugna perchè non è più in grado di dare risposte adeguate.
I medici rinunceranno a visitare personalmente i loro pazienti, ma avranno la facoltà di autorizzarli a trattamenti del tutto fai da te, sempre a patto che per telefono questi poveri disgraziati avranno saputo convincerli di avere tutti i sintomi giusti.

A due passi da Hide Park, che non è esattamente la giungla tropicale, non è difficile immaginare il caos e lo sconcerto che seguiranno l'applicazione di questo antico tipo di assistenza via radio da campo.
Allarme rosso quindi per chi nelle vacanze volesse muovere alla volta dei paesi del Vallo di Adriano.
Un Hazon e un telefono sempre carico in tasca, un bel ripasso all'idioma locale, e soprattutto tanta, ma tanta fortuna.




PS: le notizie sono assolutamente vere, lo stile invece è quello che dal periodo preelettorale la famosa "stampa estera amica degli amici" riserva al nostro paese; Timesonline, giusto per fare un nome.



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2 luglio 2009

Lettera a Vauro


Signor Vauro,
ieri sera, o meglio, è ormai notte, la sera del 30 giugno, ero davvero stato lì per preparare il post del giorno dopo, con un link che ancora non era stato scritto, ma che sarebbe apparso da solo appena fosse stato digitato, la mattina seguente, dai Suoi redattori del Manifesto.

Il link è facilmente costruibile, perchè le Sue vignette su quel giornale, Signor Vauro, hanno la giusta sequenzialità degli indirizzi web.
Mi sarebbe bastato aggiungere uno 0701.gif, primo di luglio, a seguire l'url in uso: www.ilmanifesto.it/fileadmin/vignettadelgiorno/vignetta_2009.
Poi mi son detto, ma no, a che scopo, per dimostrare poi cosa, la nota speculazione, mi voglia perdonare, su tutto ciò che di più triste colpisce l'immaginario della gente?
Ci avevo fatto caso, da parecchi giorni le Sue vignette non erano aggiornate, e avevo pensato, "ora giudicherà arrivato il momento per sferrare il colpo".
Poi mi son figurato la vignetta, e mi son detto no, non credo lo farà, son troppo prevenuto veramente.
Altre ne abbiamo avute, pigliamo il terremoto, e non che approvi la Sua ironìa amara e feroce, ma il caso è stato forse un po' diverso.
Il numero delle vittime crudelmente elevato, il suo crescendo di ora in ora, aveva proiettato il dramma dei singoli verso un incubo collettivo, spersonalizzandolo, seppur più a torto che a ragione, e distogliendoci dalla vita spezzata, per evocare la protesta verso la morte stessa, frutto dell'omissione colpevole.
Non a Viareggio, mi son detto.
Non lo farà su Viareggio, dove ha perso la vita un gran numero di persone, ma che pure riesco ad immaginare una per una, dall'anziano ai più giovani, con i loro bambini piccoli.
Uno strano modo di ragionare il mio, ma era come se queste persone mi fossero direttamente conosciute.
Come se farci una vignetta volesse dire scherzare, anche se amaramente, sulla morte di un Tuo amico, di un Tuo parente, di un Tuo figlio.
Invece, semplicemente, mi sono sbagliato.
E mi arriva dentro quello che non è più solo un infiammarsi politico.
Arriva una cosa che si chiama Odio.
G.S.



Blogger jo il 2/7/09 11:51 AM
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Blogger jo il 2/7/09 11:56 AM
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Blogger Pincopalla23 il 2/7/09 12:18 PM
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Blogger jo il 2/7/09 1:28 PM
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Blogger jo il 2/7/09 3:36 PM
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Anonymous Orpheus il 2/7/09 7:33 PM
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Blogger jo il 5/7/09 10:29 PM
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1 luglio 2009

Fuori il nome della macelleria!


E' probabile, penso, che il Corriere riceva una denuncia per diffamazione.
In un articoletto sulle imprese amorose dei VIP, leggiamo oggi che Vladimir Luxuria, da Sue dichiarazioni e secondo il giornale, si concesse " in macelleria, ovviamente al macellaio, con la scusa «di comprare due fettine di pollo» ".
Io non mi scandalizzo, ci mancherebbe altro, però però, nel caso il fatto fosse vero, scusate il mio essere prosaico, non credo che in una macelleria esistano i presupposti sanitari che la rendano idonea all'espletamento di tecniche amorose "avanzate", data l'inesistenza di altre "vie standard" nei soggetti.
I guantini di plastica per il denaro, le cuffiette per i capelli, sono un obbligo per i comuni addetti, ma non è mi è del tutto chiaro quale possa essere l'attrezzatura protettiva adottata dal fortunato macellaio e/o dal VIP in quel frangente. Non oso fare neanche supposizioni, che tra l'altro è già ora di cena....


Blogger jo il 2/7/09 1:07 AM
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